Tag Archivio per: libro

She’s a poet

Sulla scogliera, le rocce fuse frastagliate. Riversa nel suo canto, persa la fibula, spoglia nuda di brividi notturni. Gli occhi di rocce, accoglievano lacrime di quel mare caro agli dei. Rapita l’acqua dal sole, in alcune pozze croste di sale, giacevano come stelle tra quelle forme taglienti, torturate dal vento che soffiava da sud. Quel sale […]

Violence – Cremisi

Violence (sono stato altro, per un lungo periodo sono stato altro, quando non-scrivo sono altro) Cremisi Come il pazzo nell’angolo della stanza imbottita dall’umidità, sudore, secrezioni, il mio ricordo da bambino, di quell’angolo, rannicchiato, distorsione il suono delle urla, un pianto acuto, la prendeva a calci, sdraiata, feto adulto, mani dietro la nuca, per proteggersi […]

Frammento 5

Esistere anziché possedere, preferire-condividere-donare invece di conquistare e depredare e ammazzare. L’amore umano è sangue, nient’altro che sangue. Sangue che versi, regali, bevi o lecchi… sempre sangue! Il cuore un bordello in velluto rosso, le sue stanze luride, altre a soqquadro, alcune impolverate poi lucidate. Imbandite per il cenone di Capodanno od infiorate come una […]

XXVII

Dovrei scegliere di restare solo, ma tempo fa dissi che si può essere coerenti nella metamorfosi. Non ho pubblicato gli ultimi testi scritti, sono incompleti, non sono nemmeno archiviati. Sono in difficoltà lo ammetto, pensavo di giocare per perdere, un bluff sconcio e sgarbato, anti_cortese, ma non pregiudizievole, gentile. So che dovrei lasciarmi andare, tu […]

Capitolo terzo -JAUDETTE-

Dal pascolo dei capri (che Tespi sgozzò come trofeo degli ingannatori scenici) al battistero delle antiletizie non più goliardiche nè ingorde ma penitenti, saltellava infante Jaudette. E ridacchiava sui vizi dello zio mentre, in tunica viola, si masturbava davanti al nudo della prostituta redenta. Crescendo abbandona la giostra del giubilo silvestre per le sottane rubate […]

Capitolo secondo -JEANNINE-

La cantina sverna botti di rovere e torba, ad incendiare l’aria di temporali preistorici, mentre si lamentano dei cenci i seppellitori di cadaveri. Murate vive, dei loro servigi clericali, un pianto mozzato le fantesche. Accovacciate o ancora scioccate. E gli albatro imbalsamati, sfiorano le pietre annerite, sulla brughiera appesa all’Altissimo. In bicroma successione, come colonnine […]