Newport Royal
L’imminenza di morire, l’intuizione di dover essere assassinato. Poi l’abisso blu, calato da una fune invisibile oltre il telo mosso di sidro che somiglia a rame fuso. Farmi divorare senza fiatare per calpestare finalmente mondi alieni. Strattonato, medicalmente sedato, costretto e scaraventato dal letto. Paura di non urinare, ventre rigido e perforato dal bisturi. Colazione di costellazioni. Un pianeta di squame e tentacoli, echi come autostrade e tralci in velluto. Montagne di presepe. La gentilezza è l’espressione artistica della saggezza. Non viviamo abbastanza per sentirci liberi dalla nostra stessa opinione, realmente liberati dall’ingiudizio verso ogni sciocchezza umana. Che ci sia fedelissima o sconosciuta. I più coraggiosi e i più generosi recitano un finale eroico, ai meschini e agli avidi viene regalata la commedia degli epiloghi. Paradiso subacqueo, relitti sepolti. Langhe sottomarine. Scorre molto sangue attorno a noi. Uva lasciata marcire. Senza averne percezione alcuna. Visuale di tacchi scintillanti gonne in pelle e bracciali negri. Sensazioni già vissute, 5 secoli fa. Abbattuto come una torre marina, da cannonate improvvise. Vento atteso e pioggia prevista. La notte sa essere insaziabile. E spudorata come una catastrofe. Bevo solo rum, non agricolo e secco, eccetto quella sera. E’ ghiaccio quello che inzuppava nella sua vagina per farmelo ingoiare. L’insicurezza che si fa donna nella sola nudità rivendica un ruolo, o che le sia dato un prezzo un figlio un mestiere. L’uomo da parte sua ha serissimi problemi colla dotazione, che sia fisica o finanziaria viene trasformata in ghisa alluminio gomma sintetica. Quando occorrerebbero navi di libri. Velieri di dischi. Bastimenti carichi di troie. La bionda dagli occhi topazio ha due corna tonde al posto della coda, gli stivali di un colore l’ora, il seno duro e la voce di nicotina. Stanca sul trono nel retro, senza scarpe, la ricordavo tinta di rosso mentre era pronta la zuppa del marinaio. Pasto bollente da fame chimica, gratuitamente offerto ai sopravvissuti di tutte le guerre sotto le stelle. I suoi piedi penzolavano gonfi dal bracciolo di finto raso e oro farlocco. Gli stessi che mi intreccia dietro al collo spogliandosi, in equilibrio da ginnasta e passi di circo del grande Est. Senza tigri. Dove crollò il mio anacronistico Impero. Taiga mai visitata eppure governata con ambasciatori di spezie. Arrivati al bordello verremo poi rapinati, aggrediti e minacciati da una pistola. Usato il calcio di ferro per picchiare duro prima di fuggire. 500 i dollari prelevati alla pompa di benzina, risalendo la baraccopoli Domenicana fino al bancone mi si avvicinerà un demone bianco. Dalla foto del telefonino una mano meravigliosa dipinta con henné porpora. Devozione modernista per un Dio Indio. Proporrà una camera scontata dove mangia riposa sogna chiava. Giusto il tempo di sorseggiare insieme non ricordo neanche cosa. La dolcezza si trasformerà in violenza, mi stringerà la gola in preda al delirio da neve. Come mi ribellerò riuscirà a convincermi con baci sull’inguine, mentre tenterò di accarezzarle i capelli in fiamme le coprirò il viso quasi a bendarla ma non il suo petto infreddolito. Adoro quei capezzoli turgidi e bruni. Il suo odore sa di dolore e fuga al Purgatorio. Il suo sapore di mango misto a liquirizia. La stanza di zucchero bruciato. Nella prigione dei baratti si udiranno grasse risate e un fare sbrigativo di strada, recitata in Spagnolo come una messa. L’angelo creolo che danza sulla pertica d’acciaio si sta asciugando dalla doccia di banconote verdi. Maltratta un ubriaco molesto minacciandolo di sputargli e mi sorride augurandomi galante la buona notte. Un quadro non famoso rubato al Museo. Per ogni Capodanno approda la flotta: le modelle vengono lanciate dall’elicottero come pastura per pesci di platino. Precipitano, alcune affogano altre si spezzano. Strisciamo fino all’hotel della laguna, sfiniti ed immacolati. L’orrore dello specchio, la chiave dimenticata, il cuscino intatto. Non aspetto che la piscina venga verniciata dal nuovo sole. Al tramonto è iniziato tutto, delirante e mostruoso. Alba di sdoganato terrore, l’alba dei superstiti.






