Pensieri incostanti
  • Home
  • Chi siamo
  • Prosa
    • Sirene
    • Les Rosay Namour
    • Grace under pressure
    • Diari
    • R.A.D.A
  • Poesia
    • Eneica
  • Dramma
    • Maëlle
    • Trilogia pop
  • Kurtzland
  • Da “Le sacre scritture di R.I.P.”
  • Fare clic per aprire il campo di ricerca Fare clic per aprire il campo di ricerca Cerca
  • Menu Menu
Prosa

E. (juste un petit bout de toi)

Intro
È talmente difficile separarmi da te, ti bastano poche parole sussurrate, mi basta ascoltare la tua voce, mi basta immaginarti, e poi adesso appari anche in sogno. Io raccolgo intorno a me i miei demoni, ti darò un vantaggio calcolato. Non riuscirei mai a farti del male. Sono combattuto, avevo montato un palcoscenico di legno scuro ed un sipario di fiamme per esibirmi. In realtà sono rimasto seduto nel camerino, sullo sgabello con la testa tra le mani. Sei una creatura luminosa. Io vengo da ogni girone dell’Inferno. Il tuo nome viaggia nella mia mente. I miei demoni trattenuti e incatenati con gli occhi rossi iniettati di rabbia. Poi arrivi tu incastri 4 parole sorridi e loro si addormentano come bambini cullati dalla ninna nanna di una madre. Sì perché quando ti guardo mi appari come la più sacra tra le creature: una madre. Non potrei mai farti del male, neanche scrivendo, io posso solo dedicarti il mio canto di poeta. Combatterei per te, non riuscirei a darti la caccia. So che ti sembrerà tutto molto strano, io ti conosco da secoli, ti ho cercata fino a trovarti in quest’isola lontana. Adesso so che esisti veramente. I sogni sono reali. Penso che sia l’ora di lasciarti andare, liberarmi dai miei desideri, chiudere gli occhi e vederti allontanare. Non capirai, come non capisco. Porterò con me per sempre, “juste un petit bout de toi”. La tua dolcezza? La tua luce? Il tuo ricordo. Ti dovrei raccontare chi sono. Ho camminato nelle strade più buie e maledette del pianeta, ho combattuto, ho rischiato di morire con il sorriso sulle labbra. Respiro lentamente prima di ogni duello. Ho amato, sono stato amato, non mi sono mai vendicato di nessuno. Sono stato cattivo, ho bruciato angeli dalla pelle bianca. Non ho mai dimenticato il male che ho fatto. Oggi so chi sono. Sono un guerriero stanco. Spesso scrivo a me stesso, ma adesso scrivo per te. M’ hai fatto scrivere d’Amore ispirandomi. Mi ritrovo ad esserti devoto. Non mi piace pensarti sempre. Io mi fermerò da domani, hai veramente fatto esplodere il mio cuore e adesso come ti ho già scritto devo rimetterlo in ordine raccogliendo tutti i pezzi. Non ti darò la caccia. Io attraversando il silenzio mi curo. Ti ho promesso che non ti avrei toccata. Ho promesso a me stesso che ti avrei amata solo usando le parole. Sorrido perché hai il potere di scombinare tutto. Io non ti dimenticherò mai, ma ho bisogno di allontanarmi da te. Ti vorrei stringere per istinto. Quindi è la ragione che parla. Hai reso la mia scrittura luminosa. Ballo come una scimmia hai ragione. Mi fai parlare da solo, mi deconcentro. Proverò a restare in silenzio. Quando sparirai sarà terribile ma giusto. Mi ci vuole tempo, perché emotivamente sono coinvolto, ho scritto cose vere per te, e quello che scrivo mi rimane stampato in testa. I tuoi occhi sono stati come due colpi di pistola al cervello. Il tuo bracciale non lo toglierò più te lo prometto, ma devo staccarmi da te. Continuerò a scrivere per te senza dirtelo, continuerò a pensarti. Resterò il tuo poeta. Niente più.

[Foresta incantata di notte]
Dopo il tramonto , il cielo divenne buio, la foresta cambiò i suoi contorni, gli alberi come sagome di fiamme scure, il sentiero di pietre di fiume un serpente luminoso al chiarore delle stelle e della luna. E. la musa doveva scappare ed eludere la caccia dei demoni del suo poeta. Un gioco pericoloso, dove ci sarebbe stato un vincitore ed uno sconfitto. L’eterna battaglia tra luce e ombra. Stesse componenti di un unico istante. La luce non può esistere senza l’oscurità, l’oscurità non può esistere senza la luce. Lei prese il sentiero, si inoltrò nella selva oscura, si udivano battiti d’ali, predatori notturni volteggiavano tra i rami sospesi. Pochi raggi di luce fredda argentata filtravano illuminando a tratti il viso di E. Si sentiva sola, in una foresta che non aveva nonostante l’aspetto niente di naturale. Il poeta scelse per darle caccia 3 dei suoi demoni, il primo fu il deserto della propria solitudine, il secondo il fuoco della passione, il terzo il buio abisso dell’inconscio. Creo per loro la materia con il pensiero, gli diede forma mostruosa li armò con la follia e dopo avergli fatto annusare un lembo del vestito rosso di lei strappato qualche tempo prima, li iniziò all’insegnamento. E. camminava sempre coi piedi nudi, sapeva danzare, sapeva illuminarsi di sorrisi sinceri e improvvisi. Scherzava sempre, ed in questa situazione avrebbe usato con ispirata naturalezza tutto il suo coraggio. Il gioco era stato definito qualche giorno prima tra i 2 contendenti. Ed il poeta voleva amarla e non distruggerla, e lei aveva difeso il suo cuore con giri di catene d’oro. Si erano appena sfiorati, si ascoltavano e si sentivano profondamente diversi, parlavano lingue latine differenti. Quanta ferocia ci sarebbe voluta per creare un distacco definitivo? Se invece di porsi troppi dubbi, ognuno avesse dedicato una parte di se stesso all’altro? Dicendo: “ecco questo è un pezzo della mia anima, prendilo è tuo!” Il tempo passa, cambia, ci fa dimenticare le cose belle, il tempo ci fa dimenticare le sofferenze attraverso le quali siamo diventati ciò che siamo.

Il Poeta
Egli fissava da ore lo spazio bianco. Cercava dentro di sé la prima parola. Ed in effetti il simbolo della nostra solitudine corrisponde al deserto, nel deserto Cristo ha combattuto contro il diavolo. Nel deserto gli antichi si recavano per meditare, per capire ognuno chi fosse, anche oltre i propri pensieri. Il Poeta chiamò a se il primo demone “Solitudine!” gli diede la forma di un grande lupo e lo lanciò all’inseguimento di E., dopo aver concesso alla donna 3 giorni di cammino di vantaggio. In una terra desolata E. sentiva solo il vento sibilare ed il lupo ululare, la foresta nella quale si era addormentata era scomparsa ed al risveglio i suoi piedi erano nella sabbia, circondata dal nulla, sospesa tra il giallo del suolo ed il viola del cielo. Il sole una palla rovente immensa la accecava. Davanti a lei comparve il lupo, un enorme lupo. Una sagoma abnorme, gli occhi rossi ed un lungo pelo folto e nero. Il lupo mostrò i denti mentre ringhiava e si preparò al balzo per sbranarla. E. chiuse gli occhi e allungò una mano, il lupo non capì, indietreggiò, cercò di annusare l’aria. E. lo chiamò con il suo vero nome ed il lupo si bloccò. E. si avvicinò ad esso ed il lupo si raccolse nel silenzio della propria solitudine. E. Lo accarezzò ed il lupo si addormentò e scomparve in migliaia granelli di sabbia trasportata dal vento. Il poeta perse il suo primo demone, e riuscì a sorridere anche nei giorni nei quali si sentiva triste. E. continuò allora il suo viaggio. Il poeta sconfitto sorrise, fissò gli occhi che E. gli aveva donato. Cercò di descrivere lo sguardo di lei, accarezzava quell’anima dai colori indefiniti. Il poeta aveva memoria della violenza nella quale era cresciuto, un fiore spinoso, le foglie artigli, i sospiri capricci incolti. E. prese la tristezza del suo poeta e la cullò tra le braccia. Camminò vicino a lui, gli si rivelò come donna, come madre e come dea. Il poeta restò ammutolito, i suoi demoni si ritiravano nell’ombra ogni volta che lei stabiliva un contatto. Egli si sentiva mostro e scudo. Lei era incredibilmente bella, “sono una ragazza d’isola” disse.
Il poeta la desiderò così forte che le luci del giorno si spensero, solo le stelle e la luna rimasero sulla pelle bianca della musa, lei vestita di niente. Il vestito disintegrato, gli occhi maliziosi e sfidanti. Lui aveva giurato di non toccarla, Eros uno dei demoni più forti si materializzò, lei coperta solo dei suoi capelli. Il poeta indietreggiò. Mentre lei avanzava verso il suo destino, con la leggerezza e la follia di una farfalla al suo ultimo volo. Lui raccolse il suo coraggio per sfiorarla e lei suonò con note dolci e passionali.

Riflessi
Potrei scrivere con gli occhi chiusi, nella notte ventosa, fronde sospese si divertono. Le chiome di palme esotiche. Le meraviglie ingannevoli del corpo di lei .Eros spense i propri occhi. L’abbracciò e credette di poterla possedere, lei non fece resistenza e si abbandonò tra le braccia del demone. Allora capii, che non era lei che aveva paura d’amare, bensì io.
Lei divenne per me specchio, il mio riflesso nitido. Poi anche la musa chiuse gli occhi e divenne una tempesta profumata. Attonito. Eros placò la sua ferocia, l’amò e poi svanì nel sonno. Lei raccolse da terra i suoi sorrisi, lì stampò sulle guance rosse. Divertita esausta si guardò attorno e scelse una direzione qualsiasi per continuare il suo viaggio. Il poeta perse tutte le parole, frammenti di quella notte l’ultima vissuta con lei, rimasero sospesi nella sua memoria. Il secondo demone svanì, e lui capì che senza di lei e senza il suo Amore, solo l’ultima madre la Morte l’avrebbe riconciliato con se stesso.

The End
E. camminava lungo l’unico sentiero percorribile, i suoi capelli selvaggi liberi di muoversi come una pioggia di serpenti. La veste dipinta di sangue esaltava la sua carne bianca, le mani composte, lei scrutava con la curiosità di un bambino quel paesaggio vuoto e bluastro. Il poeta la stava seguendo e lei lo sapeva. Si voltò verso di lui e torno indietro per fronteggiarlo. Alcuni passi leggeri per lei mentre lui l’aspettava immobile. Lei lo abbracciò e lui non disse niente. Comparve un pozzo di pietra ottagonale con una vela di ferro antico ed una chiave forgiata sulla sommità. Il poeta le chiese di saltare nell’abisso, e lei saltò.

L’abisso
Il più potente dei demoni, la paura dell’ignoto, gli uomini pionieri in un viaggio in cui si va oltre se stessi. Il demone dell’inconscio, Re dei sogni, sorgente di paure e desideri, colui che annienta la realtà schioccando le dita solo una volta. E.: ” sei il nulla? Sei l’abisso? Hai partorito il mio poeta? L’Abisso: “tu mi cercavi danzando e io non ho mai danzato con te.” E: “perché adesso ho freddo?.” L’Abisso: “perché sta arrivando la morte.” Lei ebbe paura.

la Morte
La morte arrivò, scese il gelo, oltre ad una coltre di aria putrefatta. I fiori non esistevano più , tutte le creature marine e terrestri non esistevano più. Il poeta cercò gli astri nel cielo, ma non esistevano più. Nel pozzo tutto ” non esisteva” più. Egli vide la morte avvicinarsi ad E., mentre l’abisso con le sue anime tormentate ruggiva. Dalle pareti indefinite , colate di lava, sembravano giochi di sangue luminoso e catrame.

L’inferno
Lui la tirò verso di sé, E. lo guardò, in quale sogno era capitata? La morte voleva la sua preda, la morte voleva la sua anima. Il poeta capì allora che doveva non sacrificarla ma salvarla. Chiese alla morte di aspettare 3 secondi, solo 3 secondi. Prese a se E., l’abbracciò posò le sue labbra sulla fronte della danzatrice e le chiese di svegliarsi.

Mi piace:

Mi piace Caricamento...
da Io
Condividi questo articolo
  • Condividi su Facebook
  • Condividi su X
  • Condividi su WhatsApp
  • Condividi su Pinterest
  • Condividi su LinkedIn
  • Condividi su Reddit
  • Condividi attraverso Mail
https://i0.wp.com/pensierincostanti.com/wp-content/uploads/2025/04/E.jpg?fit=1180%2C300&ssl=1 300 1180 Io https://pensierincostanti.com/wp-content/uploads/2022/02/Pensierincostanti_Logo-tagliato-300x202.png Io2025-04-21 16:05:212025-04-21 16:05:21E. (juste un petit bout de toi)
Potrebbero interessarti
Accorso
G.CAECILIA STTL
She’s a poet
Lavinia incoronata
Cattleya
XXXI

Iscriviti a Pensierincostanti

Ultimi elaborati

  • Moonland
  • E. (juste un petit bout de toi)
  • La favola
  • The last dance

Prosa

  • MoonlandAprile 24, 2025 - 9:26 pm
  • E. (juste un petit bout de toi)Aprile 21, 2025 - 4:05 pm
  • La favolaAprile 1, 2025 - 8:12 pm
  • The last danceFebbraio 2, 2025 - 2:49 pm

Poesia

  • Il paese delle meraviglie in AliceGennaio 28, 2025 - 10:32 pm
  • AssoloGiugno 1, 2024 - 6:19 am
  • Lavinia incoronataNovembre 25, 2023 - 1:52 pm
  • FotocraziaSettembre 26, 2023 - 9:17 am

Dramma

  • L’amore assassino-Thru shine/Uno scritto per i barbariDicembre 20, 2023 - 5:53 pm
  • TrasfigurazioneGennaio 19, 2023 - 10:40 am
  • Fleur BleueAgosto 7, 2022 - 9:08 am
  • EpilogueGiugno 21, 2022 - 8:15 am

Contatti

Indirizzo e-mail: info@pensierincostanti.com

Iscriviti al blog

Kurtzland

  • Canto SecondoAprile 29, 2024 - 1:13 pm
  • Canto PrimoMarzo 31, 2024 - 10:58 am
  • Canto ZeroGennaio 1, 2024 - 9:33 am
  • Frammento EDicembre 27, 2022 - 1:58 pm

Da “Le sacre scritture di R.I.P.”

  • Chapitre 2Aprile 29, 2024 - 3:52 pm
  • Chapitre 1Marzo 31, 2024 - 10:07 am
  • Chapitre 0Gennaio 1, 2024 - 10:12 am
  • She’s a poetGiugno 14, 2023 - 1:53 pm
© Copyright - Tutti i diritti riservati - Christian Caira CRACRS74R15D883B - Massimo Pagani PGNMSM74M17E812V - Cookies Policy - Created by Francesca Guglielmi
Collegamento a: La favola Collegamento a: La favola La favolaCollegamento a: Moonland Collegamento a: Moonland Moonland
Scorrere verso l’alto Scorrere verso l’alto Scorrere verso l’alto
%d