The last dance
Giocavi con le mani tra le stelle, non riuscivi a riconoscere quel pianeta tutto rosso.
Io dietro di te , dietro la tua treccia nera.
Osservavo le tue mani bianche dispiegare le dita appuntite e perfette verso l’alto.
Non mangi i pomodori, sorridi, mi tieni la mano, saremo vittime della violenza del distacco.
Facciamo finta di niente, un rapporto vero profondo unico, veloce come una stella cadente , mentre muovi i tuoi fianchi, mentre mi tieni la mano e balliamo.
Ed io non so più cosa bere, io non so più cosa dirti, ti guardo e sei stupenda, un’illusione fredda con occhi distanti dolci e assassini.
La tenda di bambù viene spostata con grazia, ognuno di noi due vuole fare passare l’altro, un antico gesto di galanteria. Dentro mentre ti stringo a me sento che io e te siamo di cristallo.
La carne è ferita , la pelle sta scivolando verso il pavimento, ci stiamo innamorando ci stiamo spezzando .
Nessuna musica potrà guarirmi stasera, nessun amico vicino , nessun pensiero ristoratore.
Ti prenderei e ti porterei via, ma non posso. Ci sono le regole scritte, il lavoro, la nostra distanza oceanica.
Io ti sorrido , ti stringo , e poi ci fermiamo, non balliamo più. È tutto finito in un battito di ciglia.
E non farmi pensare a tuoi occhi.
È presto per sentirti così lontana.
E non riuscirò più a scriverti.
E non riuscirò a smettere di pensarti.









