Pubblicati da Sakuranbo

Canto Primo

Dallo spazio beante, voragine primigenia, fenditura ancestrale, vulva siderale… come una Dea Matriarca dai mille seni od unico possente, adorata, in principio, del villoso elefante la zanna intagliata, germogliò gaia la Terra. E le Deità primordiali, con l’amore tragicamente umano e le indoli sanguinarie, l’alloro, lo zolfo ed il buio seme. Inventato stellante il belcielo […]

Canto Zero

Cantami, dimenticata e innominabile Musa dagli inferi compiti e tratti ma non il viso, d’argento la tua maschera agreste, le vicende di colui che Ulisse ed Enea per mare precedette. Quando il rame era oro e la talassocrazia sopravvissuta al Diluvio imperava sul Mediterraneo. Intercedi presso l’Apollo nero, che gli arcani Capenati e i valenti […]

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Lavinia incoronata

Pallida vergine, sul mio eneico amore l’ira suicida del regale ed Amatissimo ventre. Tirrenica è purezza, Latina delfina. Quanto rossore in tali gote, s’una figlia col destino più grave della placida vita. Missione fatale da chinare le querce, scenario smisurato da scalzare i canneti. Oh verità lacrimante, ogni memoria ciba fantasia ogni seria altezza un […]

Fotocrazia

[Agonizzanti e desolate stelle, che bagliori gemendo mi esigete solo al mondo] Dal buio grembo che l’universo oscuro include, discendiamo per doglie (di taglio sorto) a l’unica grazia possibile. Severissimo bocciolo sigillato a corolla, su aromi archi, esplode (affiorati dal calice) tinto. Dello scrigno mantello, che la mostruosità dischiude, tessuti colori in volo alla bellezza, […]

Benzedrina

[Finestre al posto delle porte. E viceversa. Rampante arco triplo, a tratteggiare una basilica. Senza croci. Prosecuzione innaturale di piazze elettrificate. Rito pagano, strazio gaudente. E i muti sorrisi. Tuniche, allori: sottoterra. Nel tempo, millenario, di un Impero devastato. Cristianizzato.] “Eccoti.” Anoressizzante, psicostimolante. Arsenica. Improvvisata Duchessa. Delle aurore cacciate e le tenebre recintate. Degli ambulanti, […]

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Didone detronizzata

Non mi restano che questi occhi, profanati come reliquie saccheggiati come anfore. Dentro infierisce un acquazzone ed annega programmato l’abbandono. [Nave nera, prua azzurra, vele d’arancio] La tirannide delle passioni che dissolve la morte nel vento, con una bufera di ginestre. Ode l’orizzonte i singhiozzi bruciarmi la gola? Odono le stelle il pudore dei sandali […]

Trasfigurazione

PREAMBOLO [saggi e crudeli, figli d’un amore sacrilego, il sagittario, con flauto traverso, e la centaura, di lira, magnificano un Inno a Urano. E Dio e pianeta e ghiacciaio e arcano] “O colosso glaciato, cielo stellante, di Gaia figlio e amante. Nostromo del mare Cronio. Nel tuo eremo blu, da divinità primordiale hai generati i […]

Cattleya

Sudario di mammelle impresse su pellicola, stampe bigotte e televisivo il patibolo. Sporca di buio hai mutato in orchidea rovente il fango inghiottito, sia pia che clandestina. Quasi moglie mai indossatrice, quasi monaca mai attrice, imbellettarti cadavere è mascherare l’avarizia con cartapesta, è seminare giubilo nell’insensatezza. Di questi versi tardivi (glifi degli impostori) hai occupato […]

Frammento 5

Esistere anziché possedere, preferire-condividere-donare invece di conquistare e depredare e ammazzare. L’amore umano è sangue, nient’altro che sangue. Sangue che versi, regali, bevi o lecchi… sempre sangue! Il cuore un bordello in velluto rosso, le sue stanze luride, altre a soqquadro, alcune impolverate poi lucidate. Imbandite per il cenone di Capodanno od infiorate come una […]

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Leucosia

Lago Albano – CASTELLI ROMANI Apolide e dimesso quasi deforme, mendicante dal clivo collinoso raccolsi una missiva sulla criniera lacustre. Abbacinato compresi quanto l’intimo pubblicitario fosse lusinghiero e gli angoli consumati quelli d’una cartolina anni 80. Invito non nuziale. S’inscenò difronte all’estasi visiva una villa storica, con statue apollinee e geometrici affreschi. [Boiserie d’arnande…] La […]