Pubblicati da Sakuranbo

Frammento C

Vorremmo tutti puntualmente descrivere i nostri pensieri, eppure vi riusciamo in modo maldestro o di rado poiché non ci è dato farlo coi sensi in dotazione. La carezza ed il cruccio delle dita. I piedi sporchi. Nonostante la scrittura che ci sembra adeguata o più confidente. E la poesia abusata. Per mistificare. Vorremmo fedelmente ascoltare […]

Cassandra

La superficialità è la tua salvezza non il candore. L’avidità è la tua raffinatezza non il pudore. L’impossibilità delle ragioni per chi possiede amore, da sperperare. Dissoluto come un monaco, disgraziato come un benestante. Sparo a salve e ammalato pur di sembrare un assassino. Le mie ossa in frantumi e le carni non cucite, mentre […]

Giocasta

Ho adornato con ceri e ghirlande una stanza vuota. Tracannando scale è riaccesa la mia arrendevolezza, delle nudità un incantesimo delle velleità una macchina. Assisa in trono emuli la distruzione nelle tue carestie che non graziano chi umili. Un salotto il mattatoio sigillato e vestito a notte. Coi telefoni fai regia dei sentimenti più disperati […]

Onice e corallo

La lira che imbracci, sulle rocce spumate, incita il vento a strapparti la tunica ed ingoiare navi. Un feto cadavere, che penzola gelido, a pizzicare corde sublimi. Triste o morente offri l’avido grembo, poi l’arco livido del tuo piede nudo. Ogni lacrima cristallo per cinghiali furiosi che asciugano sudati l’idea liquida di battaglie epiche. Fino […]

Frammento B

Quella umana è una condizione marziale. Amo indistintamente, contemporaneamente, simultaneamente, retroattivamente, idealmente. Mi dispero nel fango delle illusioni, come un maiale che si rotola nell’impossibilità di evitare un destino di sangue. Senza conoscere costellazioni, ormai cimiteri spaziali, che i sapienti annotano sui manuali e i cartai chiamano per nome. Divinamente. Nel buio e nel gelo. […]

Frammento A

La dolcezza è potente, la pietà assassina, la gentilezza autorevole, la generosità vorace, la dipendenza atroce, l’abisso attraente, il pensiero depravato, la passione cieca, l’attesa infetta, la speranza crudele. Il cinismo delle donne risiede tutto nel lusso di poter scegliere. Noi no, mai. Ci suddividiamo in pezzenti. E disperati.

Di perla

Il ghigno della puttana riposa nel buio del cassetto dove ha imboscato i soldi. La sua malinconia negli amori ingannati. [Il pensiero fisso sugli orecchini rubati] I lividi graffiati e la porta sempre chiusa. Tra lei e la pace un mucchio di scarpe miste a stracci: i nomi da chiosare, i profumi da riciclare, i […]

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Capitolo terzo -JAUDETTE-

Dal pascolo dei capri (che Tespi sgozzò come trofeo degli ingannatori scenici) al battistero delle antiletizie non più goliardiche nè ingorde ma penitenti, saltellava infante Jaudette. E ridacchiava sui vizi dello zio mentre, in tunica viola, si masturbava davanti al nudo della prostituta redenta. Crescendo abbandona la giostra del giubilo silvestre per le sottane rubate […]

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Capitolo secondo -JEANNINE-

La cantina sverna botti di rovere e torba, ad incendiare l’aria di temporali preistorici, mentre si lamentano dei cenci i seppellitori di cadaveri. Murate vive, dei loro servigi clericali, un pianto mozzato le fantesche. Accovacciate o ancora scioccate. E gli albatro imbalsamati, sfiorano le pietre annerite, sulla brughiera appesa all’Altissimo. In bicroma successione, come colonnine […]